Bandecchi non è più in grado di governare la città. L’indagine sul caso della presunta corruzione riguardante l’affidamento diretto dei lavori per la strada Bagnorese si aggiunge alle già tante anomalie da noi segnalate, anche con un esposto alla Prefettura di Terni, e conferma l’inconciliabilità tra rivestire un ruolo pubblico e svolgere attività imprenditoriali che a quel ruolo pubblico si sovrappongono.
È evidente che il Re è nudo. La crisi politica e amministrativa della maggioranza è ormai sotto gli occhi di tutti.
La città non è più governata, se mai lo è stata in questi anni. Il Consiglio comunale non viene convocato per paura di non avere la maggioranza. Il Sindaco non si occupa più di nulla, se non per dare l’illusione di provare a rimettere insieme i cocci del disastro, di cui è largamente responsabile, della Ternana Calcio e continuare a promuovere il progetto clinica-stadio, soprattutto per quanto concerne la clinica, che dovrebbe sorgere su un terreno di proprietà di una sua società.
Intanto Terni è prima nella classifica delle città per consumo di eroina, somma crisi industriali di cui nessuno in Comune si occupa, è isolata nei collegamenti ferroviari e stradali mal gestiti dal Ministro Salvini ed è soffocata dal cambiamento climatico, senza che venga attuata alcuna misura cittadina di contrasto alle isole di calore, se non il taglio degli alberi.
In questi tre anni abbiamo assistito solo ad annunci vuoti e spesso ridicoli, ma nulla di concreto è stato fatto per la città.
Eppure Terni ha resistito. Ha mostrato che esiste una città che non si riconosce nel sindaco sceriffo. Una città che è scesa in piazza per difendere la dignità della propria storia democratica, femminista e antifascista.
C’è una Terni che ha voglia di riscatto e di futuro. Ci sono realtà che si sono mosse da sole per costruire iniziative culturali, economiche e sociali di grande valore: festival autorganizzati da associazioni di giovani e donne, esperienze civiche, iniziative economiche e sindacali di chi ancora vuole scommettere su questa città.
È il momento di dare a queste forze la speranza di un’alternativa.
Dobbiamo dirlo con franchezza: il dibattito cui abbiamo assistito in questi giorni tra il PD e il Movimento 5 Stelle non ci sembra all’altezza di raccogliere questa sfida. Siamo sempre stati convinti dell’innocenza e dell’onestà dell’ex sindaco Di Girolamo e degli amministratori di allora, e siamo felici che la giustizia lo abbia riconosciuto pienamente. Questo, però, non cancella gli errori politici di una stagione che, a livello locale e nazionale, ha contribuito ad allontanare il centrosinistra da una parte del suo popolo. Non è più il tempo di discussioni rivolte al passato, che in buona parte sono state già superate. È ora di aprire una fase nuova.
Da questo punto di vista, non stiamo producendo il lavoro politico, programmatico e sociale che la città si aspetta. Non stiamo ancora costruendo un’alternativa riconoscibile, credibile, popolare e aperta.
Non basta essere contro Bandecchi. L’alternativa va costruita. Nessuno può pensare di bastare a sé stesso e nessuno può permettersi di restare fermo aspettando che questa esperienza amministrativa si esaurisca da sola. Non basta confidare nelle difficoltà della maggioranza. Serve costruire, con visione, metodo, generosità e radicamento sociale, una proposta credibile e riconoscibile per la città.
Una coalizione vera non è una semplice somma di sigle. È un percorso politico e popolare capace di ascoltare la città reale, costruire relazioni, coinvolgere associazioni, comitati, competenze, lavoratrici e lavoratori, giovani, pensionate e pensionati, mondi della cultura, della scuola, della sanità, del volontariato, dell’ambientalismo e della cittadinanza attiva.
Per questo Sinistra Italiana Terni ritiene necessario rilanciare subito un confronto pubblico.
Nelle prossime settimane organizzeremo un incontro aperto alla città, nel quale metteremo a disposizione il nostro Manifesto per Terni: una città giusta, verde, solidale e partecipata, fondata sul lavoro, sui diritti, sulla sanità pubblica, sulla transizione ecologica, sulla rigenerazione urbana e industriale, sulla cultura, la ricerca e la formazione superiore, sulla pace e sulla democrazia.
Non lo presenteremo come un testo chiuso né come una bandierina di partito. Lo metteremo a disposizione della città e dei pezzi di società che vorranno lavorare insieme a noi, in modo orizzontale e paritario.
Serve uno scatto collettivo. Serve costruire, insieme, un’alternativa vera. E serve farlo ora, con serietà, generosità e disponibilità reciproca.
Perché Terni non ha bisogno soltanto di liberarsi da un cattivo modello di governo. Ha bisogno di immaginare, finalmente, la città che vuole diventare.
Emiliano Listanti
Segretario Provinciale Sinistra Italiana Terni









