Comunicato stampa

STADIO-CLINICA, BANDECCHI: LE LEGGI VALGONO ANCHE PER LUI

Pubblicato il 12/09/2026 — Sinistra Italiana Terni

STADIO-CLINICA, BANDECCHI: LE LEGGI VALGONO ANCHE PER LUI

STADIO-CLINICA, BANDECCHI: LE LEGGI VALGONO ANCHE PER LUI

Ripristinare la legalità è indispensabile. Ma non basta: resta intatta la nostra contrarietà politica alla privatizzazione della sanità umbra.

Con il ritiro del ricorso al Consiglio di Stato da parte del Comune di Terni e degli altri soggetti coinvolti nella vicenda stadio-clinica cade definitivamente la narrazione costruita in questi mesi contro la Regione Umbria.

Il punto è semplice: quell’impianto non stava in piedi.

Il progetto prevedeva infatti un piano economico-finanziario fondato sugli introiti derivanti dal convenzionamento preventivo e stabile di posti letto finanziati dal bilancio regionale. Se quei ricavi fossero venuti meno, fossero stati ritardati o non fossero mai arrivati, il rischio economico dell’operazione – circa 40 milioni di euro – avrebbe potuto ricadere sulla collettività, senza neppure la certezza della realizzazione dello stadio.

Il TAR ha bocciato quell’impianto e oggi Bandecchi rinuncia al ricorso al Consiglio di Stato. Il punto non è stabilire chi avesse ragione in assoluto, ma prendere atto che quel percorso era costruito su presupposti che non hanno retto al vaglio della giustizia amministrativa. Le responsabilità politiche e amministrative restano e non possono essere scaricate continuamente su altri.

In altre parole: Bandecchi dovrà rispettare le stesse regole che valgono per tutti.

Ed è proprio qui che si apre un’altra questione che non intendiamo lasciare nell’ombra.

Bandecchi è contemporaneamente sindaco di Terni e soggetto direttamente interessato all’operazione attraverso la proprietà dei terreni. Anche il ruolo dell’assessore Annibaldi deve essere valutato con la massima attenzione. Non è accettabile che chi ha un interesse diretto in un’operazione possa trovarsi, direttamente o indirettamente, nella posizione di incidere sui procedimenti amministrativi necessari a realizzarla.

La vicenda Cardinali alla guida di ASM avrebbe dovuto insegnare qualcosa: quando ruoli pubblici e interessi privati si sovrappongono, la trasparenza non è un optional.

Con l’esposto già presentato abbiamo chiesto alle istituzioni competenti di fare piena luce sui possibili profili di incompatibilità, conflitto di interessi e sulle condizioni economiche e societarie del soggetto proponente. Siamo in attesa di risposta. Un progetto di queste dimensioni esige il massimo livello di controllo amministrativo, finanziario e istituzionale. Le questioni sollevate meritano risposte puntuali.

Bandecchi ha passato mesi a indicare nemici: Perugia, la Regione, i dirigenti, Rizzo, chiunque osasse sollevare un’obiezione. Ma adesso la realtà è davanti a tutti. Il problema non erano gli altri. Il problema era un progetto costruito male, su presupposti amministrativi e finanziari che non hanno retto alla prova dei fatti.

Non sarà consentito riproporre lo stesso schema cambiandogli semplicemente vestito.

La nostra battaglia, però, non riguarda soltanto il rispetto della legalità.

L’UMBRIA NON HA BISOGNO DI CLINICHE PRIVATE CHE SOTTRAGGONO RISORSE ALLA SANITÀ PUBBLICA

La nostra posizione politica resta chiarissima: Terni e l’Umbria non hanno bisogno di cliniche private che sottraggono risorse alla sanità pubblica, siano esse di Bandecchi o di qualsiasi altro imprenditore. È una posizione che riguarda tanto le strutture esistenti quanto quelle proposte.

Non accettiamo privatizzazioni mascherate da riequilibrio territoriale. Abbiamo bisogno di ricostruire una sanità pubblica forte, universale e accessibile.

Per questo continuiamo a sostenere che gli 80 posti letto destinati al privato vadano reintegrati nel pubblico all’interno della programmazione sanitaria regionale. Sarebbe la scelta più chiara e coerente per chiudere definitivamente ogni spazio a operazioni di questo tipo.

Guardiamo invece con favore al grande investimento per il nuovo ospedale di Terni: un progetto ambizioso, capace di rilanciare la sanità pubblica, rafforzare il ruolo dell’ospedale ternano e produrre effetti positivi anche sull’economia e sull’occupazione della città.

Ma investire nel pubblico non basta se, contemporaneamente, si continua ad allargare lo spazio del privato.

La sanità privata sottrae professionisti, risorse e prestazioni al sistema pubblico e rischia di trasformare il diritto alla salute in un mercato nel quale chi può pagare corre e chi non può pagare aspetta.

Noi vogliamo l’esatto contrario.

Per questo continueremo la nostra battaglia nelle sedi istituzionali e legali, ma soprattutto sul terreno politico.

La sanità è un diritto. Le regole valgono per tutti. Anche per Stefano Bandecchi.

Alleanza Verdi e Sinistra Terni

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