Stupisce che sia stata data una rappresentazione di questa vicenda come se fosse dovuta ad un atto sconsiderato del Tribunale di Terni. Il Tribunale opera, salvo non vi siano prove evidenti del contrario, per la tutela delle vittime dei fallimenti, che, si dà il caso, siano anch’esse lavoratori o aziende che hanno lavoratori alle proprie dipendenze. Il Tribunale opera secondo legge, per tutelare creditori e fornitori da comportamenti aziendali sbagliati, non corretti e a volte illegali.
I lavoratori non possono essere usati come scudi umani per rendere accettabili tali comportamenti.
La crisi del gruppo Serafini è la manifestazione locale di una crisi nazionale nel settore del trasporto e della logistica. Non è un caso che in questi giorni il mondo dell’autotrasporto si sia fermato in tanta parte d’Italia. I costi di gestione dovuti all’aumento del prezzo del carburante sono la mazzata finale su un sistema distributivo irrazionale, ambientalmente dannoso, imperniato su dinamiche di concorrenza esasperata e spesso scorretta, esito di una liberalizzazione indiscriminata delle regole, cominciate con la famigerata direttiva Bolkenstein. Agricoltura, industria e grande distribuzione, che di questa liberalizzazione hanno ampiamente approfittato per contenere i costi, oggi ne pagano le conseguenze. Dopo aver distrutto il settore della logistica e del trasporto, non riescono più a consegnare la merce nei magazzini e nei supermercati, perché l’autotrasporto è in ginocchio. E’ una professione che nessuno, soprattutto i giovani, intende più intraprendere perchè, in cambio di una retribuzione di mera sopravvivenza, si è sottoposti a turni di lavoro durissimi, alla lontananza prolungata dalle proprie famiglie, a condizioni di lavoro non decorose, spesso ad assoggettarsi a comportamenti illeciti, come truccare ed alterare i dispositivi di bordo che controllano gli orari di lavoro.
Il modello del trasporto merci va radicalmente cambiato. La distribuzione primaria deve avvenire per ferrovia o shipping; il trasporto su gomma deve occuparsi esclusivamente della distribuzione secondaria a medio-corto raggio. Per ragioni ambientali, per tutelare le condizioni di lavoro, per la sostenibilità dei costi economici.
Ci vuole questo cambiamento, altrimenti i “casi Serafini” si continueranno a ripetere.
Sinistra Italiana – Federazione di Terni