PALAZZO SPADA NEL CAOS
ALTERNATIVA POPOLARE AL CAPOLINEA
A stare alle notizie giornalistiche di questi giorni ed ai segnali di crisi che sono materializzati poche settimane fa, con il blocco delle sedute del consiglio comunale, per l’indisponibilità a partecipare ai lavori di qualche consigliere comunale di AP, siamo di fronte all'ennesima spaccatura della maggioranza di governo del Comune di Terni, che coinvolge direttamente anche la figura istituzionale della Presidente del Consiglio Francescangeli, obbiettivamente mai stata all'altezza di garantire l'imparzialità e la neutralità richieste dal suo ruolo super partes a causa del suo diretto coinvolgimento nelle spaccature interne al gruppo di Alternativa Popolare e delle pressioni esercitate dal Sindaco e dalla maggioranza.
La Presidente ha dimostrato di non avere la necessaria autonomia istituzionale, trasformando l'aula da luogo di tutela di tutti i consiglieri a palcoscenico per l'ennesima patetica resa dei conti interna alla maggioranza.
Siamo di fatto all'apertura di una crisi politico-amministrativa, anche se non ancora attraverso le procedure formali. Una crisi politico amministrativa che ha alla base le profonde divisioni nel gruppo consiliare di Alternativa Popolare, conseguenza della eterogeneità e della inconsistenza programmatica di quella formazione.
Viene al pettine il nodo irrisolto di quella aggregazione messa su in quattro e quattr’otto nel 2023: avere come elemento di coesione una sola persona , il suo consenso personale , la sua forza economica , i suoi interessi privati .
Ora che l’astro ha smesso di brillare, gli appetiti più famelici sembrano scatenarsi. E quindi Bandecchi pare aver paventato il “ tutti a casa” ,o un nuovo cambio di Giunta, dopo che solo sei mesi fa era stato dato il benservito al Vice Sindaco e a 5 assessori .
La crisi della maggioranza che si insediò nel 2023 è ormai conclamata. Le stampelle offerte in più di una occasione dei consiglieri ( e quindi dai partiti ) del centro destra possono solo prolungare questa crisi , ma con effetti deleteri per la città .
C’è solo una strada che possa restituire credibilità alla istituzione comunale, rimettendola in sintonia ( oggi smarrita ) con la comunità cittadina: sciogliere il consiglio comunale e ridare la parola agli elettori. Ma Bandecchi, che è il primo ad essere consapevole della irrimediabilità della situazione, non intende farlo, perché mette dinanzi a tutto il suo tornaconto.
Sta all’unica opposizione vera a Bandecchi, il centro sinistra, intensificare l’azione per porre fine a questa disastrosa e in concludente gestione dell’istituzione comunale .
Sinistra Italiana AVS– Federazione di Terni









