“Preferisco tappare le buche”: Bandecchi declassa bambini e bambine a spesa da tagliare

Pubblicato il 17/06/2026 — Sinistra Italiana Terni

“Preferisco tappare le buche”: Bandecchi declassa bambini e bambine a spesa da tagliare

Nota Stampa di Sinistra Italiana Terni

Bandecchi declassa bambini e bambine a spesa da tagliare e le paragona a buche da attappare.

Per Sinistra Italiana Terni sono parole inaccettabili, indegne di chi ha la responsabilità di rappresentare un’intera comunità.

Nel corso della seconda commissione consiliare dedicata al futuro dei nidi comunali "Peter Pan" e del nido aziendale di via Cadore, il sindaco Stefano Bandecchi ha pronunciato parole gravissime. Riferendosi alle maestre che si prendono cura anche di bambini e bambine che non sono nati in Italia, ha dichiarato che questa scelta sarebbe “deleteria” e che lui “preferisce tappare le buche”.

Parole inaccettabili da parte del primo cittadino di una comunità

Mettere in contrapposizione l'educazione della prima infanzia e la manutenzione delle strade significa non comprendere il valore strategico dei servizi educativi. I nidi non sono un costo superfluo: sono il primo presidio di uguaglianza, inclusione e cittadinanza. Consentono a bambine e bambini di crescere insieme e permettono a molte famiglie, e in particolare alle donne, di lavorare.

L'importanza dell'educazione della prima infanzia è riconosciuta da numerosi documenti nazionali ed europei. Garantire l'accesso ai servizi educativi a tutte le bambine e a tutti i bambini non è una concessione: è un diritto.

Le parole del sindaco non sono una semplice provocazione. Sono coerenti con una precisa visione politica. Lo stesso Bandecchi ha infatti dichiarato che il Comune non dispone delle risorse necessarie per assumere il personale educativo e che l'esternalizzazione dei due nidi era stata decisa già da mesi.

Ancora una volta si ripropone uno schema ben noto: si indebolisce il servizio pubblico attraverso anni di mancate assunzioni e poi si usa questa situazione per giustificarne l'affidamento ai privati.

La strada per garantire i diritti non è l'esternalizzazione, che di fatto rappresenta una forma di privatizzazione dei servizi educativi. La strada è il rafforzamento del servizio pubblico, attraverso investimenti, assunzioni e valorizzazione del personale.

Abbiamo già visto gli effetti delle privatizzazioni nei settori essenziali, a partire dalla sanità: utilizzo di risorse pubbliche a vantaggio dei soggetti privati e crescita delle disuguaglianze nell'accesso ai servizi. Il rischio è la costruzione di servizi di serie A e di serie B.

Quando il sindaco sostiene che educatrici e insegnanti preparate non dovrebbero occuparsi anche dei figli dell'immigrazione, emerge una concezione classista e discriminatoria della società e dei servizi pubblici. Non è un caso che abbia scelto di intervenire personalmente in commissione: ha colto l'occasione per esplicitare una visione neoliberista che considera i diritti sociali come un costo da ridurre anziché come un investimento per la comunità.

Sinistra Italiana Terni respinge con forza questa impostazione.

Terni ha bisogno di più servizi pubblici, non di meno. Ha bisogno di nidi comunali aperti, accessibili e di qualità, con personale stabile e adeguatamente valorizzato. Bambini e bambine, tutti e tutte senza distinzione, hanno diritto alle stesse opportunità educative.

Per questo chiediamo all'amministrazione comunale di abbandonare il progetto di esternalizzazione dei nidi e di aprire immediatamente un confronto con la Regione Umbria per utilizzare al meglio le risorse previste dal nuovo Piano regionale per la scuola, che destina finanziamenti al rafforzamento dei nidi e dei servizi educativi per la prima infanzia. Di fronte a queste opportunità, la scelta non può essere quella di privatizzare: occorre investire nel servizio pubblico, assumere personale educativo stabile e qualificato, ampliare l'offerta e garantire a tutte le bambine e a tutti i bambini il pieno accesso a servizi educativi di qualità.

Investire nell'infanzia significa investire nel futuro della città. Perché bambini e bambine non sono una voce di bilancio da comprimere e i loro diritti non possono essere sacrificati in nome dell'asfalto.

Sinistra Italiana Terni Dipartimento Scuola e Istruzione